Comunicato Teppa Fest 2019

Comunicato Teppa Fest 2019

La terza edizione del festival delle Resistenze Metropolitane è terminata ed è stata un gran successo. Tre giorni di iniziative eterogenee, dai libri al cinema, dallo sport popolare alla musica. Momenti nei quali migliaia di studenti e studentesse, giovani e abitanti della città di Roma hanno potuto ricordare e festeggiare la Resistenza principe, la liberazione dal Nazifascismo.

Abbiamo già ringraziato le tante persone che hanno permesso lo svolgimento degli eventi, dalle palestre popolari agli studenti della Sapienza, ragazzi e ragazze che, senza nessun introito personale, propongono un momento di rottura della quotidianità ricordando la resistenza dei partigiani e delle partigiane.

Pensiamo che l’impegno dei singoli e la partecipazione al festival sia anche figlia della crescente necessità di molti di prendere parola, di partecipare, di prendere parte a momenti collettivi dove l’aria velenosa del clima reazionario che viviamo si fa meno pesante.

Durante il concerto dei “Dead Poets” di Dj FastCut e di Sovverti la Metropoli & il Fulcro di venerdì sera abbiamo detto una cosa semplice, le migliaia che sono davanti a questo palco devono essere lunedì mattina alla Sapienza a difendere l’ateneo dalle provocazioni dei fascisti di Forza Nuova, e così è stato.

La musica, lo sport, l’entusiasmo della partecipazione e la consapevolezza del dover agire si mescolano in una settimana valorosa per la Sapienza.

Roma è una città martoriata dal susseguirsi di amministrazioni che, evadendo le necessità dei suoi abitanti, gestiscono il comune da curatori fallimentari, sconvolti dagli scandali, fautori dell’incuria di una città patrimonio globale. E’ in questo contesto di degrado imposto dall’alto di assenza di proposta culturale e sociale che migliaia di giovani abbandonano la città, mentre altri, in contesti e modalità differenti si organizzano per riprendere terreno, per creare autonomamente un presente e un futuro migliori.

Questa presa di posizione, questo nostro crescente protagonismo incontra una reazione, l’attacco pubblico che la testata giornalistica “Il Messaggero”, giornale di proprietà della famiglia Caltagirone nota famiglia di costruttori romani, porta ad ogni forma di organizzazione e presa di parola giovanile.

Lo abbiamo visto nell’attacco denigratorio alle mobilitazioni del Liceo Virgilio, all’occupazione di Spin Time o ai ragazzi della rivista “Scomodo”, lo abbiamo visto nella stigmatizzazione del genere rap e della sua scena romana e da anni lo subiamo all’interno delle mura della Sapienza.

Si scrive di “Rave Illegale”, scandalizzandosi di birra e baci rubati, si descrive una bolgia infernale di droga e perdizione. Qualsiasi nostro coetaneo legga gli articoli editi dalla suddetta testata rimane sgomento davanti alle innumerevoli falsità. Venerdì sera c’è stata una serata rap (e non solo, chiedetelo ai ragazzi di Rome Underground Movement) dove nessuno ti proponeva droga con l’intensità con cui ciò avviene nei locali, dove gli artisti stavano a contatto con i partecipanti, dove nessuno è rimasto fuori per condizione economica.

Caro giornalista del Messaggero ti manca il lessico, il concerto di venerdì sera, se vuoi usare le parole giuste, non è un rave ma una Jam (o un block party), resa possibile dal naturale legame e comunione di intenti che abbiamo sviluppato con gli artisti e le artiste della scena hip hop romana che, nel nostro festival, trovano occasione di scardinare la mercificazione della musica e affermare dal palco che loro prendono parte, che partecipano al festival della Resistenza dell’Università La Sapienza.

Tante persone e tanti artisti che hanno attraversato il festival e il suo palco in questi anni ci stanno scrivendo perché, come noi, sono stufi di essere insultati e denigrati da pennivendoli che si ergono a difensori di una moralità di costumi medievale e di una legalità dove il debole va isolato, sfruttato e se si organizza attaccato pubblicamente.

Teppa-Resistenze Metropolitane, Sapienza Clandestina, Progetto Degage, Ex 51, Palestra Popolare Quarticciolo e Sovverti la Metropoli chiedono a tutt* le realtà sociali della città di supportarci nel denunciare questo ennesimo attacco alle forme di organizzazione, così come lo chiediamo ai tanti rapper (e non solo) che in questi anni sono saliti sul nostro palco non da star ma da persone che prendono posizione, che odiano gli indifferenti.

 

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