Jazz all’inferno #4: Role Play Trio

Jazz all’inferno #4: Role Play Trio
13 aprile ore 20

Quarto episodio della rassegna “Jazz all’inferno” dopo i successi delle date precedenti.
Con noi questa volta il Role Play Trio, formato da Nicola Di Tommaso (chitarra), Andrea Colella (contrabbasso) e Vincenzo Bardaro (batteria). Vietato mancare!
Ingresso a sottoscrizione
Bar in funzione

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Serate Jazz: 5 aprile

Serate Jazz
5 aprile ore 21


Terzo episodio della rassegna “Serate Jazz” insieme alle Officine Culturali Roma Nord/Ovest
Con noi questa volta per una serata eccezionale all’insegna della chitarra Jazz, i talenti cristallini Daniele Cordisco (chitarra) e Nicola Cordisco (chitarra) e Vincenzo Florio (contrabbasso). Vietato mancare!
Ingresso a sottoscrizione
Bar in funzione

Ritorna la programmazione di Jazz popolare delle Officine Culturali Roma Nord/Ovest.
Dopo il successo del 22 febbraio e del 9 marzo tornano le serate jazz all’Ex 51.

Officine culturali è un laboratorio, una fucina di idee e spettacoli . Con l’audace obiettivo di non rassegnarsi al degrado e all’abbandono al quale sono relegate le periferie romane; cerchiamo di portare manifestazioni artistiche di alto livello e a prezzi popolari nei quartieri. Siamo sempre alla ricerca di persone che vogliano unirsi a noi con le loro idee, con i loro talenti artistici e non in grado di far crescere il progetto di Officine Culturali.
Oltre al pane abbiamo bisogno anche delle rose.

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Dibattito verso il 23 Marzo: Proiezioni, documenti e testimonianze contro le devastazioni ambientali

15 Marzo ore 20:30
Dibattito verso il 23 Marzo
23M, Marcia per il Clima e Contro le Grandi Opere Inutili

Proiezioni, documenti e testimonianze contro le devastazioni ambientali

Grandi opere e cambiamento climatico
Il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere inutili e imposte non è solo sinonimo, come denunciamo da anni, di spreco di risorse pubbliche, di corruzione, di devastazione e saccheggio dei nostri territori, di danni alla salute, ma è anche l’incarnazione di un modello di sviluppo che ci sta portando sul baratro della catastrofe ecologica.
Il cambiamento climatico è uscito da libri e documentari ed è venuto a bussare direttamente alla porta di casa nostra.
Nel nostro paese questa situazione globale si declina in modo drammatico. La mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti a ogni temporale, a ogni ondata di maltempo, a ogni terremoto.
Il cosiddetto “governo del cambiamento“ si è rivelato essere in continuità con tutti i precedenti, non volendo cambiare ciò che c’è di più urgente: un modello economico predatorio, fatto per riempire le tasche di pochi e condannare il resto del mondo a una fine certa. Le decisioni degli ultimi mesi parlano chiaro.
Mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi a Venezia, il MOSE, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni , con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.

Giustizia sociale è giustizia climatica
Le catastrofi naturali non hanno nulla di naturale e non colpiscono tutti nella stessa maniera. Lo vediamo purtroppo quotidianamente e chi sta in basso, infatti, paga i costi del cambiamento climatico e della mancata messa in sicurezza dei territori.
È vero fuori dai grandi centri cittadini, dove la devastazione ambientale mangia e distrugge la natura, ma è vero anche negli agglomerati urbani, luoghi sempre più inquinati in cui persino i rifiuti diventano un business redditizio.
È vero non solo dal nord al sud dell’Italia, ma anche dal nord al sud del nostro pianeta.
Milioni di migranti climatici sono costretti a lasciare le proprie terre ormai rese inabitabili e vengono respinti sulle coste europee.
Nel nostro paese terremotati e sfollati vivono in situazione precarie, carne da campagna elettorale mentre le risorse per la ricostruzione non sono mai la priorità per alcuna compagine politica.
Quando le popolazioni locali, in Africa come in Europa, provano ad opporsi a progetti tagliati sui bisogni di multinazionali e lobby cementifere la reazione dello Stato è sempre violenta e implacabile.
L’unica proposta “verde” dei nostri governanti è di scaricare non soltanto le conseguenze ma anche i costi della crisi ecologica su chi sta in basso.
Noi diciamo che se da una parte la responsabilità di rispondere al cambiamento climatico è collettiva e interroga i comportamenti di ciascuno di noi, dall’altra siamo convinti che i costi della transizione ecologica debbano ricadere sulle spalle dei ricchi, in primis le lobby che in questi anni si sono arricchite accumulando profitti, a discapito della collettività e dei beni comuni.
Il sistema delle grandi opere inutili e il capitalismo estrattivo sono altrettante espressioni del dominio patriarcale che sollecita in maniera sempre più urgente la necessità di riflessione sul legame tra donne, corpi e territori.

È giunto il momento di capire di cosa il nostro paese e il nostro pianeta hanno davvero bisogno.
Si comincerà davvero a dare priorità alla lotta al cambiamento climatico solo alle seguenti condizioni:
• cessando di contrapporre salute e lavoro come invece è stato fatto a Taranto, dove lo stato di diritto è negato e chi produce morte lo può fare al riparo da conseguenze legali.
• riducendo drasticamente l’uso delle fonti fossili e del gas e rifiutando che il paese venga trasformato in un Hub del suddetto gas.
• negando il consumo di suolo per progetti impattanti e nocivi.
• gestendo il ciclo dei rifiuti in maniera diversa sul lungo periodo (senza scorciatoie momentanee) con l’obiettivo di garantire la salute dei cittadini.
• praticando con rigore e decisione l’alternativa di un modello energetico autogestito dal basso, in opposizione a quello centralizzato e spinto dal mercato.
• abbandonando progetti di infrastrutture inutili e dannose.
• finanziando interventi dai quali potremo trarre benefici immediati (messa in sicurezza idrogeologica e sismica dei territori , bonifiche, riconversione energetica, educazione e ricerca ambientali).
• garantendo il diritto all’acqua pubblica.
• implementando una nuova Strategia Energetica Nazionale riscritta senza interessi delle lobbies.
• trovando una soluzione definitiva per le scorie nucleari, insistendo sul disarmo e la riducendo le spese militari.

I nostri territori, già inquinati da discariche fuori controllo, inceneritori e progetti inutili, sono inoltre attaccati e messi a repentaglio da monocolture e pesticidi che determinano desertificazione e minano la possibilità di una sempre maggiore autodeterminazione alimentare.

È necessario che le risorse pubbliche vengano destinate ad una buona sanità, alla creazione di servizi adeguati, al sostegno di una scuola pubblica e di università libere e sganciate dai modelli aziendalisti, ad un sistema pensionistico decoroso, ad una corretta politica sull’abitare e di inclusione della popolazione migrante con pari diritti e dignità.

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Serate Jazz: Radical Gipsy trio

Serate Jazz: Radical Gipsy trio
9 marzo ore 19

Ritorna la programmazione di Jazz popolare delle Officine Culturali Roma Nord/Ovest.
Dopo il successo del 22 febbraio, tornano le serate jazz all’Ex 51.
Il prossimo evento in programma prevede tre musicisti di grande calibro: Gabriele Giovannini (chitarra), Daniele Gai (chitarra) e Giulio Ciani (contrabbasso). Vi aspettiamo, venite numerosi!

Officine culturali è un laboratorio, una fucina di idee e spettacoli . Con l’audace obiettivo di non rassegnarsi al degrado e all’abbandono al quale sono relegate le periferie romane; cerchiamo di portare manifestazioni artistiche di alto livello e a prezzi popolari nei quartieri. Siamo sempre alla ricerca di persone che vogliano unirsi a noi con le loro idee, con i loro talenti artistici e non in grado di far crescere il progetto di Officine Culturali.
Oltre al pane abbiamo bisogno anche delle rose.

Durante il concerto aperitivo

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Presidio contro la chiusura del CAS Gelsomino

Oggi 27 febbraio
Presidio a largo Tommaso Perassi (Aurelia) ore 18
Contro la chiusura del CAS Gelsomino

È notizia di queste ore la chiusura del CAS del Gelsomino sull’Aurelia.
La decisione è stata presa dalla cooperativa synergy che entro pochissimi giorni smantellerà il centro, passando sopra i progetti e i percorsi delle singole persone che risiedono nel centro, nonché di tutti coloro che a vario titolo vi lavorano.
Non ci interessa difendere lo status quo: non l’abbiamo mai fatto. Denunciamo però una gestione delle persone che non tiene conto delle esigenze dei singoli e delle singole, ma che è disposta a scaricarli alla prima occasione.
Tra coloro che abitano il centro ci sono tante persone che collaborano con le realtà di zona: dai giocatori della Pineto United, a coloro che svolgono il servizio civile presso strutture del quartiere, a studenti del scuole del quartiere e della nostra scuola di italiano per stranieri, a tutti coloro che si sono spesi nel progetto di riqualificazione del Campo da calcio abbandonato di Valle Aurelia e così via.
La nostra solidarietà va alle persone che nei prossimi giorni saranno abbandonate o deportate in altri centri nonché ai lavoratori della cooperativa che si ritroveranno senza lavoro.
Per questo saremo in piazza questo pomeriggio per dimostrare il nostro appoggio.

Workers of all lands
Unite

Spazio Sociale Ex 51

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Serate Jazz: Cristiano Mastroianni trio

Serate Jazz: Cristiano Mastroianni trio
22 febbraio ore 21

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Teppa Fest 2019: Dead Poets

TEPPA FEST 2019: Dead Poets!

https://it-it.facebook.com/events/551768315334709/

Per il quinto anno consecutivo, come studenti e studentesse della Sapienza e realtà antifasciste cittadine, abbiamo deciso di costruire un evento di commemorazione della resistenza al nazi-fascismo: il Teppa, festival delle resistenze metropolitane.

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Podcast dell’iniziativa del 30 gennaio 2019 alla Sapienza: ROSA LUXEMBURG, KARL LIEBKNECHT, LA RIVOLUZIONE SPARTACHISTA E LA SUA SCONFITTA

Riceviamo e pubblichiamo il podcast dell’iniziativa:
GENNAIO 1919:
ROSA LUXEMBURG, KARL LIEBKNECHT, LA RIVOLUZIONE SPARTACHISTA E LA SUA SCONFITTA

Dal blog della Coordinamenta femminista e lesbica di collettivi e singole:
https://coordinamenta.noblogs.org/post/2019/02/02/podcast-delliniziativa-del-30-gennaio-alla-sapienza-rosa-luxemburg/

Sulla scia della rivoluzione tedesca del novembre 1918, il 5 gennaio 1919 scoppia la rivoluzione Spartachista in Germania. Pochi giorni dopo il governo socialdemocratico reprime nel sangue la rivoluzione con l’aiuto dei Freikorps (futuri aderenti alle SA naziste). Durante la repressione vengono assassinati Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, massimi esponenti della Lega di Spartaco e del neonato P.C. di Germania.

100 ANNI DOPO NE PARLIAMO PER RIANNODARE I FILI DELLA STORIA
E DEL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO INTERNAZIONALE.
PER POTER TRASFORMARE LA REALTà CHE CI CIRCONDA DOBBIAMO
IMPARARE DALLE ESPERIENZE DEL PASSATO.

I compagni e le compagne.

Introduzione e interventi di Enrico Serventi Longhi, Giorgio Ferrari, Elisabetta Teghil


Intervento di  Jock


Dibattito



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Nuovi corsi!

NUOVI CORSI!

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Passaggio radio su Ror: lo sfruttamento del Sahara occidentale

Passaggio radio su Radio Onda Rossa sull’iniziativa sullo sfruttamento del Sahara occidentale del 1 dicembre

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