Storie d’Alabastro e d’Anarchia – Sabato 7 Marzo @ Ex 51

alabastraiStorie d’alabastro e d’anarchia

Si scuotono la polvere dai vestiti con la stessa sincerità delle storie che ci raccontano. Sono i lavoratori dell’alabastro, che a Volterra hanno legato la propria vita a quella della pietra bianca locale, fatta per essere modellata. Attraverso i loro racconti ci si inoltra nelle botteghe dimenticate e in quelle di oggi, nelle osterie e nei vicoli testimoni di quelle persone magiche e sincere. Una categoria libertaria, colta, fantasiosa, rivoluzionaria, capace, intelligente, sfidava la banalità e la mediocrità del tempo.

E’ una storia in tre atti quella che Gianni Calastri e il Collettivo Distillerie raccontano. Una storia che parla di questo mondo attraverso una pubblicazione, un documentario e uno spettacolo teatrale.

Sovversivi, i lavoratori dell’alabastro nel Casellario Politico Centrale è l’ultima pubblicazione del Collettivo Distillerie, associazione culturale di Volterra che da anni lavora per la conservazione e la salvaguardia del mestiere.
A Volterra i lavoratori dell’alabastro non aderirono mai al fascismo, né vi si piegarono, ma lo fronteggiarono al prezzo di persecuzioni e repressione. Nei vuoti dei modelli in gesso per le sculture nascosero le armi e la stampa clandestina aspettando il momento buono per la rivoluzione.

Comunisti, socialisti, anarchici furono schedati dalla polizia, lasciando negli archivi dei nemici politici i loro volti fieri. Volti e storie che quest’opera oggi riporta alla luce. Fra antropologia e storia della fotografia criminale.

Il documentario Alabastrai, nato da un’idea di Duccio Benvenuti, Gianni Calastri e Bruno Signorini, così come lo spettacolo di e con Gianni Calastri, membro e fondatore del Teatro di Nascosto – Hidden Theatre, parla di noi, della Volterra in cui siamo cresciuti, le cui tracce faticosamente ancora riusciamo a scorgere nelle viuzze del centro, nelle rare botteghe artigiane, in qualche vecchia osteria, in cui le parole alabastro e alabastraio, suscitano immediatamente ricordi, accese discussioni, grandi bevute, imprese memorabili e aneddoti incredibili. I personaggi prendono forma dalla polvere bianca e si materializzano con i loro soprannomi e il loro spirito libertario nella miriade di botteghe che occupavano il centro di Volterra e ognuno di loro ha una storia da raccontare o una romanza da intonare, al fine della quale non deve mai mancare un buon bicchiere di vino rosso. Lo spettacolo è ulteriormente impreziosito dalla presenza in scena di scultori della pietra.

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